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Dante oltre il medioevo. Atti dei convegni in ricordo di Silvio Pasquazi

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Il dantismo di Silvio Pasquazi, come anche si evince dagli scritti contenuti in questo libretto, è caratterizzato da una squisita sensibilità biblica ed è da affiancarsi, per questo, agli studi di Auerbach e di Singleton, cioè di autori per i quali il raffronto di Dante con la Bibbia non si limita ad un’ovvia registrazione di rimandi, ma scende nelle più profonde fibre del testo per riconoscere consonanze nello spirito e diremmo, nel ‘metodo’ di scrittura (Scrivere come Dio, è il titolo di un importante libro su Dante di uno scrittore svedese). Scavando in profondità Pasquazi individuò nei quattro “sensi” dell’esegesi biblica cristiana, e, specialmente nel quarto e più alto, l’anagogia, la molla (se ci si passa il termine) dell’intera Commedia, la chiave interpretativa di un testo eccezionale che non si limitava a narrare, a inventare, ma che intendeva, attraverso il mezzo di una poesia altissima, mai tentata da uomo («L’acqua ch’io prendo già mai non si corse» dirà Dante stesso nel Paradiso, II 7), coinvolgere sé stesso e il lettore in una tensione forte verso la piena realizzazione dell’uomo nell’eternità (ed è questo il significato di anagogia).
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Dettagli della scheda libro

Isbn
9788863210354
Autore
AA.VV.
Curatore
Vincenzo Placella
Anno di Pubblicazione
2012
Numero di edizioni
1
Numero Pagine
140
Formato
160 × 240
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Presentazione del volume all'Enciclopedia Treccani

Prezzo
12.00
Dove acquistare
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